Lo sfratto in Italia: cos’è e come funziona?
Se vivi in una casa in affitto e non rispetti le regole del contratto, il proprietario di casa può avviare una procedura chiamata sfratto. Questa procedura permette al proprietario di riavere la propria casa; vediamo come funziona.
Cos’è lo sfratto
La crisi abitativa è un tema sempre più urgente in Italia e impatta ancora di più le persone migranti, che hanno meno garanzie (lavorative, documentali ecc.) e meno conoscenze nel territorio. Per questo, quando si trova una casa in affitto, può essere complicato doverla lasciare.
Sono previste delle leggi a tutela dei proprietari delle case che vogliono rientrarne in possesso. Questo è lo sfratto, un atto con il quale il proprietario chiede alla persona in affitto (detta “conduttore”) di riavere la propria casa. Lo sfratto è una procedura che si svolge davanti ad un Tribunale; Lo sfratto è quando il proprietario di una casa o di un appartamento chiede al giudice di far lasciare l’abitazione alle persone che vivono lì. Lo sfratto succede quando il proprietario di una casa vuole riavere la sua casa perché:
- Non avete pagato l’affitto (sfratto per morosità)
- Il contratto è finito e non avete lasciato la casa (sfratto per finita locazione).
Non si può essere buttati fuori senza permesso del giudice: cambiare serrature o togliere le utenze è illegale. Il giudice competente, dopo aver verificato i requisiti e le condizioni, emette lo sfratto attraverso un’ordinanza e si dice che lo sfratto diventa esecutivo.
La procedura di sfratto
Lo sfratto segue una procedura precisa definita dalla legge italiana. La durata dello sfratto non è uguale per tutti, ma può andare da alcuni mesi a più di un anno e le procedure legali possono rallentare il procedimento .
- Intimazione
Una volta che ci sono le condizioni per richiedere la procedura di sfratto, il proprietario invia alla persona in affitto un documento che si chiama intimazione di sfratto, dove è indicato il motivo dello sfratto e la data di udienza in tribunale. La prima udienza in tribunale sarà almeno 20 giorni dalla ricevuta dell’intimazione di sfratto.
- L’udienza davanti al giudice
Durante l’udienza il giudice ascolta le parti, controlla i documenti e decide se concedere lo sfratto. In alcuni casi, il giudice può concedere al conduttore un termine, chiamato “termine di grazia”, entro cui pagare i debiti e lasciare la casa. Se il conduttore non si presenta in udienza, il giudice convalida direttamente lo sfratto che diventerà esecutivo.
- L’ordinanza di convalida di sfratto
L’ordinanza di convalida di sfratto è un documento redatto dal giudice che conferma la condanna della persona in affitto a lasciare la casa entro una data specifica; l’ordinanza scioglie il contratto di affitto. Inoltre, il giudice può emettere un cosiddetto decreto ingiuntivo, che servirà al proprietario per ottenere tutti i soldi non ricevuti.
Attenzione! Se dopo la data fissata dal giudice, il conduttore resta nella casa, il proprietario può richiedere lo sgombero. Lo sgombero avviene con l’ufficiale giudiziario, un funzionario pubblico che esegue le decisioni dei giudici, e l’aiuto delle forze pubbliche (polizia, carabinieri ecc.). In ogni caso l’ufficiale giudiziario deve comunicare in anticipo alla persona in affitto il giorno in cui procederà insieme alle forze pubbliche per liberare la casa dalle cose e persone.
Cosa succede se ricevo uno sfratto e ho una famiglia con minori o vivo con persone vulnerabili?
Ricevere uno sfratto quando si ha una famiglia, soprattutto con figli minori o persone vulnerabili (ad esempio disabili), è molto difficile. Tuttavia, la legge italiana non impedisce lo sfratto, anche se ci sono delle tutele maggiori per i figli o le persone vulnerabili.
In questi casi il giudice può concedere la casa per più tempo e dare più tempo ai genitori con difficoltà economiche per pagare i loro debiti. Nei casi più gravi, se non si trova un’altra casa adatta, devono essere coinvolti i servizi sociali del comune o il cosiddetto giudice tutelare, una persona che tutela gli interessi delle persone più deboli. Se la persona in affitto non collabora, il giudice tutelare può allontanare i figli o le persone vulnerabili e inserirli in delle comunità. Ci sono comunque dei casi, quando la situazione è molto difficile, in cui lo sfratto con minorenni può essere sospeso.
Cosa è importante sapere
- Se ti trovi sfrattato chiedi aiuto per trovare una soluzione il prima possibile! Per esempio, in alcune città ci sono programmi di emergenza abitativa per famiglie sfrattate.
- Lo sfratto non è immediato e c’è sempre una procedura legale prima.
- Hai sempre diritto di difenderti e spiegare la tua situazione davanti al giudice.
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